Di Alberto Facchini
1) Siete instancabili: neppure il tempo di far apprezzare un nuovo album che esce il primo progetto solista di Angelo! Un titolo forte: URANIUM USSR 1972…
Angelo: Beh, era da un po’ che volevo fare uscire quel disco, così ho approfittato del rallentamento a riguardo delle uscite di Kirlian Camera. Elena ha curato tutto il lavoro non inerenta la musica, dandomi una grossa mano anche in fase creativa con le sue grafiche, in special modo quelle realizzate per il box.
2) Nell’era della globalizzazione voi usate il serbo-croato per un brano del vostro penultimo album. Perchè “KOBNA DOB”? C’è una qualche provocazione?
Elena: No, avevamo cantato in croato sul disco di Stalingrad nel 2002 e, nel 2004, abbiamo dato la “par-condicio” al linguaggio serbo su INVISIBLE FRONT 2005. Niente provocazioni, comunque, dato che la nostra pare sempre più una posizione “super partes”, molto “possibilista” ed aperta a varie fonti culturali ricollegabili ai nostri interessi. E’ chiaro che essere così aperti genera fastidi, spesso, dato che la “gente aperta” che molte volte conosciamo è tale solo perchè glielo insegnano come “facciata”, quando invece la base è cieca e “di parte”, o solamente disinteressata a qualsiasi argomento e a chiunque…
3) I progetti collaterali Siderartica e Stalingrad li considerate “minori” o degli ottimi compendi di quella che è la vostra attività principale? Non mi pare un divertimento fine a se stesso voglio dire…
Angelo: Stalingrad è ibernato e Siderartica è morto. Il nuovo progetto si chiama SPECTRA*paris ed è un progetto femminile condotto da Elena, quasi un lavoro solista, con amiche ospiti. Posso dire che tale entità non è un “dopolavoro”, anzi, l’impegno, il tempo e la dedizione ad esso dedicati fanno di S*P un vero e proprio “main project” staccato completamente da Kirlian Camera e con un futuro continuativo. Non sono coinvolto direttamente in questo capitolo, ma lo seguo da vicino e trovo il primo risultato, l’album “Dead Models Society (Young Ladies Homicide Club)” realmente splendido, anche notando l’impegno divertito, ma incredibilmente profondo che esso richiede.
4) Insieme a Limbo e Pankow formate la triade “storica” dell’elettronica italiana. In che rapporti siete?
Angelo: Credo buoni. Coi Pankow non ho mai avuto problemi e suppongo vi sia reciproca stima. Non li conosco bene, personalmente, ho solo incontrato maurizio fasolo tempo fa a Firenze e mi è sembrato una persona gentile. Ho sentito dire che (forse) condivideremo il palco a Cagliari e ci fa piacere. Coi Limbo… è un po’ che non vedo Gianluca. Sento ogni tanto giovanni Fiaschi, il chitarrista.
5) Ho ascoltato tante volte “Schmerz”, disco dal fascino pregno del senso tragico dell’esistenza… tra glia altri componenti c’era Simon Balestrazzi, fondatore degli ormai disciolti T.A.C.. Come ricordate quel periodo e ritenete possibile una futura collaborazione se non un rientro in seno al gruppo?
Angelo: Non ricordo molto del periodo. Sicuramente trovo SCHMERZ un disco da sempre sopravvalutato, nella discografia di Kirlian Camera. L’ho fatto volentieri come tutti gli altri, ma la faciloneria da base che l’attraversa mi crea qualche imbarazzo, a volte, così non l’ascolto quasi mai. Non è che non mi piaccia sicuramente rispetto chi lo ama, ci mancherebbe! Ma… posso dire che non mi ci ritrovo, nonostante sia praticamente mio, come lavoro: allora preferisco “Todesengel”. La svolta avvenuta nel 1997, da The Desert Inside in poi, specialmente da STILL AIR (2000) ad oggi, mi trova molto più “a casa”, tra i sogni e la vita che mi appartengono completamente, in una continua ricerca dinamica, intesa ad evolvere idee musicali e non. L’apporto di Elena è stato incalcolabile, in quanto a creatività e potenzialità espressive. Niente cose future con ex-collaboratori in cantiere, quindi. Sono stati davvero ottimi incontri nella storia ormai lontanta di KC, ma ora… ognuno segue la propria strada. L’attuale formazione, praticamente un duo allargato a vari collahboratori temporanei come Sarh Crespi (violino, viola, tastiere), Falk Pitschk (tastiete, elettronica) e Andrea Savelli (tastiere), rimane stabile da 8 anni ed è la più longeva. Quella che amo e volevo da sempre, in quanto musicista e non musicofilo o teorico musicale. Tornare indietro sarebbe la fine…
6) La Storia e la Natura ci fanno sentire piccoli piccoli. Secondo voi siamo più spettatori o più protagonisti?
Elena Alice: Siamo protagonisti proprio quando siamo spettatori, perchè diamo il consenso a chi sta finendo di distruggere tutto. La paura rende complici dei tiranni, come minimo. Bisogna essere pronti a morire: questo rende più liberi e più luminosi. E pronti a morire bisogna esserlo sul serio, senza causarsi situazioni negative appositamente, per autolesionismo o bisogno di autocelebrazioni egocentriche tipo l’eroismo nella sua forma più celebrata popolarmente, squallida e “condita” dalle chiacchiere. L’autolesionismo, il masochismo e la presunta deità del finto eroe non c’entrano nulla col combattere per gli ideali più importanti, che sono… non rivelabili, spesso, almeno non pubblicamente. “Non rivelare2 certe volte significa prepararsi a morire nel momento giusto, in cui la tua morte serve. Questo è vero protagonismo. Purezza ed intelligenza. A dispetto del dolore che la solitudine più titanica ed impietosa reca.
7) Molte persone si servono troppo della propria ed altrui ignoranza condita da parecchia malafede: puntano il dito su chi non si lascia classificare secondo le etichette del Pensiero Unico Dominante… cosa vi sentite di dire a queste persone?
Angelo – Il dito va puntato contro chi distrugge. Sta arrivando un periodo molto difficile. I puritani/inquisitori del pensiero moriranno, così come moriranno i maiali che hanno sfruttato i desideri di libertà per creare un porcile schifoso tinto di democrazia negativa e sfascio. Resteranno i forti, siano belli, biondi e con gli occhi azzurri o in una sedia a rotelle e senza occhi fisici…
Spazio libero: dediche, saluti e promesse!
KIRLIAN CAMERA – Promettiamo di non prendere in giro nessuno e di continuare a credere con forza titanica nella verità, fino alle estreme conseguenze, se necessario. Per noi è cosa facile… non potremmo mai promettere cose difficili! AH AH AH!!!
