Vigilanza e Tradizione!

Di Anna Le Rose

“Ribelli contro l’attimo della precarietà…”

Al loro esordio su lunga durata I Recondita Stirpe non smentiscono le aspettative, anzi, con “Nessuna Letargia”, lavoro pregno di suggestioni e richiami, la formazione genovese ci fa dono di 12 tracce che ci investono con tutta la forza che può avere il manifesto di un momento storico in cui il risveglio culturale diventa più che mai prioritario. I loro brani odorano di lotta, passato, di valori che prescindono dall’inesorabile incedere del tempo. Un manifesto da conservare a futura memoria di una lotta che può e deve essere affrontata.

 

1) Recondita Stirpe, realtà culturale ancor prima che musicale. Come nasce l’idea e perchè la scelta di questo nome?

Diego: Dopo gli anni di militanza in progetti caratterizzati da sonorità decisamente elettriche (Il Segno del Comando, Malombra, Zess, ecc), ho sentito la necessità di dar vita a qualcosa di completamente acustico ed essendo il neo folk uno dei movimenti artistici di avanguardia che maggiormente mi hanno interessato in questi ultimi anni (anche a causa del mio interesse per buona parte delle tematiche che vi si affrontano), ho deciso che avrei impiegato i miei sforzi in quella direzione.
In realtà, già ai tempi di Malombra, si era prevista una svolta in tal senso che a causa dello scioglimento del gruppo non si fece in tempo ad attuare. Proprio in quel periodo iniziai infatti a scrivere alcuni dei brani che fanno parte del repertorio di Recondita Stirpe.
Inizialmente ho lavorato all’arrangiamento dei cinque brani che sono stati inseriti nel CDR di esordio, coinvolgendo subito dopo Carolina, Mirko e Christoff al quale ho affidato le liriche.
Proprio quest’ultimo, dopo un periodo durato alcuni mesi in cui abbiamo lungamente ragionato su tutti gli aspetti culturali relativi al progetto, ha coniato il nome. Lascio quindi a lui la parola.

Christoff: Recondita Stirpe è innanzitutto un’entità, un insieme di persone, ed è sorretta da un’idea profonda dell’Arte quale luogo primigenio di lotta per la propria evoluzione e per il raggiungimento ed il superamento di Sé . Recondita Stirpe non è una band in senso stretto, ma piuttosto un clan, un insieme di persone che parla in quanto insieme. La nostra coralità musicale ben sintetizza questo ‘Dire’: senza colori, senza distinzioni. Recondita Stirpe è l’ombra che si cela dietro ogni cosa, che ci sia o non ci sia luce, lei sarà sempre presente.

2) I suoni che vi caratterizzano sembrano appartenere sia alla nostra tradizione più colta, come la scuola genovese, che a quella più popolare, ad esempio i ritornelli che si lasciano immediatamente canticchiare e che ci riportano ai vecchi canti del popolo. Sono melodie orchestrate dove gli strumenti “parlano” a più voci, in cui però esiste anche il filo invisibile ma resistente dell’Essenza. Come viene concepita la parte musicale dei brani?

Diego: Penso che nella tua domanda sia già descritto in modo preciso l’approccio che sta alla base della composizione delle nostre musiche.
La ricerca dell’essenza è proprio una delle mie maggiori preoccupazioni di questi ultimi anni. Essa mi ha portato nel tempo a privilegiare un approccio compositivo in cui il tema melodico potesse liberarsi dal vincolo di arrangiamenti troppo articolati e dall’ossessione per la scelta dei suoni che da troppo tempo ormai è diventata (assieme con il tecnicismo strumentale) uno dei pochi aspetti a cui la maggior parte delle persone prestano attenzione (magari non prestandone affatto alla qualità della melodia che di per sé è indipendente dall’approccio si è utilizzato nel realizzare il brano).
Penso che la più grande lezione che possiamo trarre dalla musica popolare sia il fatto che se una melodia funziona, funziona sia se suonata da una sola persona che da un’orchestra. Questa lezione è stata sempre molto chiara ai maestri del cantautorato colto di scuola genovese e a tutti coloro che nella storia sono riusciti a scrivere melodie aventi la capacità di “catturare” fin dai primi ascolti e che hanno saputo resistere al logorio dei tempi.
La musica di Recondita Stirpe (come del resto quella di Egida Aurea) è per buona parte composta da canzoni che, chiunque sia in grado di strimpellare una chitarra, potrebbe benissimo eseguire allo stesso modo dei successi di Lucio Battisti e Fabrizio De Andrè.
Il fatto poi che abbiamo scelto di dar vita ad una formazione di nove elementi, è dovuto al desiderio di poter disporre di una vasta gamma di soluzioni contrappuntistiche (di cui mai cerchiamo di abusare) e di trame ritmiche ed armoniche incisive.
Precisato ciò, rispondo alla tua domanda dicendo che normalmente i brani vengono scritti partendo dalle musiche, che compongo impostando già un primo arrangiamento strumentale con supporto ritmico ed armonico alle melodie della voce e degli strumenti che eseguono i temi principali (solitamente tromba e fisarmonica). Poi Christoff scrive il testo ed ognuno dei ragazzi lavora personalizzando la propria parte e talvolta proponendo soluzioni strumentali ulteriori da aggiungere al brano.
Sulla parte corale (che per noi è fondamentale essendo forse l’aspetto che maggiormente ci contraddistingue da tutti gli altri progetti neo folk usciti fino ad oggi), lavoriamo invece tutti assieme direttamente al momento di registrare le voci.

3) La Parola nei Recondita Stirpe è valore imprescindibile. E’ forza, richiamo, monito, bellezza, cura, dettaglio. Io credo fortemente nel suo potere evocativo e catartico e credo anche che sia una delle armi più grandi che l’uomo possa avere a disposizione. Come si lega alla musica nel vostro lavoro compositivo e come si fondono le due parti?

Christoff: La Parola è ciò che siamo. Tutto in noi avviene per mezzo della Parola, anche le cose più banali e semplici. Di per sé essa non ha un vero contatto con ciò di cui parla, ma è proprio qui che sta l’essenza del suo mistero. Essa è un Varco, una Porta che ci lega indissolubilmente all’Essere, quindi, in definitiva, a ciò che noi siamo. Ma la sua Verità non si rivela, piuttosto si disvela. Non è mai intera, noi ne vediamo solo una porzione, ma se ci sforziamo possiamo scrutare attraverso le maglie e gli interstizi del significante, per vedere quale significato ineluttabile può affiorare.
Scrivere è il tentativo che ci viene offerto per cercare di scardinare la porta che ci separa da ciò che non ci è dato sapere, ma che vogliamo e dobbiamo sapere. La lotta tra noi e il nostro mistero. La musica rafforza il potere evocativo della parola, sostenendola nel suo viaggiare.

4) “Nessuna Letargia”, titolo pregno di forza che assurge a ruolo di sprone in una società dormiente, in un momento in cui ridestare le coscienze assume valore d’urgenza. Esiste secondo voi una strada da seguire?

Christoff: In questo periodo storico l’umanità sta lentamente e inesorabilmente sotterrando se stessa. Siamo anestetizzati da tutto ciò che ci circonda. Il letargo che ci affligge non ci permette di prendere alcun tipo di decisione sulle nostre vite, esse sono in mano al mercato globale. Chi è stanco di tutto ciò, chi è riuscito a domare il sopore deve, inevitabilmente, farlo presente, perché il bivio epocale è alle porte e non dobbiamo permettere a nessuno di mettere le mani sul nostro futuro.

Diego: Noi ci schieriamo tra coloro che non credono alla favola di un occidente ormai al riparo da mutazioni metafisiche radicali e cerchiamo di tenere alto il nostro livello di vigilanza ed il legame con una tradizione (legame che, chi ha a cuore un mondo creato ad hoc per favorire il libero mercato, fa il possibile per disarticolare definitivamente).

 

 

 

 

5) La coralità sia strumentale che vocale che contraddistingue la vostra formazione mi riporta al concetto di Comunità. Quanto conta nel vostro progetto?

Christoff: Come ho detto prima, parlando del nostro progetto, la coralità è il simbolo di Recondita Stirpe. La comunità vive grazie all’instaurarsi di relazioni che ne permettono non solo la sopravvivenza, ma anche la crescita e l’evoluzione. Purtroppo la Finanza mondiale (l’Economia in senso puro ormai non esiste più) detta le sue leggi favorendo solamente chi possiede capitali, per cui va da sé che il resto, se è d’intralcio, deve essere eliminato. Il concetto di comunità va perciò ricostruito su basi diverse. La reciprocità e il rispetto dell’altro devono prevalere sugli interessi dettati dal mercato.

6) Parlando di Recondita Stirpe viene da se il riferimento ad un altro progetto: Egida Aurea. Il primo mi sembra più incentrato sull’Uomo e sul suo essere. Il secondo forse si avvicina più ad una certa storicità degli eventi. raccontateci qualcosa in merito…

 

Diego: La prima differenza è sicuramente quella già da te evidenziata nella domanda.
Mentre Recondita Stirpe spinge la sua ricerca sull’uomo in senso metafisico, Egida Aurea analizza, nell’uomo stesso, il cambiamento delle capacità di percezione del mondo attraverso le differenti epoche storiche ed osserva il suo agire in conseguenza agli input esterni che subisce costantemente nel contesto sociale di cui fa parte.
Si esamina inoltre il modificarsi del suo rapporto con i valori della tradizione e con la spiritualità.
Il secondo aspetto che differenzia i due gruppi è quello della diversa “veste” musicale.
Recondita Stirpe è maggiormente legato a sonorità orchestrali, mentre Egida Aurea è caratterizzato da una trama sonora più vicina al cantautorato.
La coesistenza dei due progetti è per noi necessaria anche perchè permette di soddisfare esigenze espressive differenti in quanto differenti sono le personalità che scrivono i testi.

7) A quali gruppi o musicisti vi sentite attualmente maggiormente affini e con quali vi piacerebbe collaborare?

Christoff: Ci sono moltissimi progetti che apprezzo e con cui vorrei collaborare. Miro Sassolini è sicuramente uno degli artisti che più amo e rispetto. Mi piacerebbe molto fare anche qualcosa con i Roma Amor (Poesia, Musica e Teatro sono da sempre il centro dei miei interessi ) e con i Blooding Mask: Maethelyiah ha una voce splendida!

Diego: Per quanto mi riguarda, è in atto una collaborazione aperta con gli Hidden Place di Matera, con cui sono molto legato a causa della forte amicizia esistente tra me e Giampiero Di Barbaro.
Ho recentemente partecipato con un piccolo contributo alla realizzazione del nuovo disco di Janvs e suonerò nel prossimo LP di Runes Order.
Ci sono poi altri due artisti a cui mi sento particolarmente legato e ai quali non faccio mai mancare il mio supporto.
Sono Maethelyiah di Blooding Mask e The Big White Rabbit.
8- Dopo “Nessuna Letargia” che tipo di lavoro vi vedrà impegnati?Christoff: Stiamo preparando un nuovo lavoro e stiamo cercando di organizzare alcuni live. Ci piacerebbe molto far ‘sorseggiare’ l’atmosfera popolare di “Nessuna Letargia”.
Diego: Il prossimo lavoro in studio di Recondita Stirpe sarà probabilmente un mini CD. Abbiamo praticamente terminato di comporre le musiche.

9) Ringraziandovi per aver voluto condividere i vostri pensieri con noi vi lascio queste righe…
Christoff: Volevo ringraziare tutti i musicisti del nostro ensemble per il loro mirabile lavoro e per la dedizione che profondono alla Stirpe. Grazie soprattutto a te Anna e ad ICE AGE Zine per averci ospitato.

Una Risposta a “Vigilanza e Tradizione!”

  1. MircallaTytty Dice:

    Che dire: Meravigliosi!

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