Di Alberto Facchini (montaggio immagini di Anna Le Rose sulla base di “waves become wings” – This Mortal Coil)
D’Arte è fatto il mondo, filtrando agli occhi dell’animo sensibile. Ciò che rimane di tali sensazioni può essere un tentativo di fissarle attraverso modi di espressione quali la Musica, la Scrittura, la Fotografia, la Pittura. Si cimenta con quest’ultima l’Artista che vi facciamo conoscere oggi. Classe 66 e un lavoro che la tiene a stretto contatto con il mondo giovanile.
1- Parliamo di ciò che non si vede, il non-colore che confonde e nasconde tutto, anche gli stati d’animo a volte… Cos’è il Buio?
Luisa: Il Buio è la dimensione della ricerca. Là nelle pieghe esistenziali, a mani nude ci si apre ai sentieri del non detto e in un corpo a corpo con ciò che indistintamente abita il buio si da forma alla luce…
2- Abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscere un’altra Luisa attraverso la personale che hai tenuto a Cagliari a febbraio del 2008, mi viene da chiederti quale necessità ti abbia spinto a realizzare questa fortunata mostra e come definiresti quest’ “altra” metà di Luisa…
Luisa: Alla base della scelta non c’è stata nessuna necessità… Forse non c’è stata neppure una vera e propria scelta… Mi ha convinto l’interesse di persone alle quali ero completamente sconosciuta come persona, il loro apprezzare quell’ammasso di colori è stato sufficiente ad accettare di esporre i “pensieri” che in questi ultimi anni ho annotato sulle tavole… Non so ancora quanto davvero sia riuscita ad “espormi”… The dark side… Se dovessi averne una non saprei definirla e in questa circostanza ho soltnto espresso, indicato un possibile percorso per fare autobiografia…
3- Nelle tue tavole si sovrappongono diversi stati d’animo: dal buio costante emergono tinte diverse in modo brusco, attraverso schizzi o squarci… E’ un modo per definire emozioni forti e violente che riaffiorano?
Luisa: La costante lotta tra logos ed eros…
4- Personalmente ho avuto la sensazione che desiderassi far capire, a chi osserva con attenzione, che la tua Realtà, pur non priva di turbamenti e angosce, faccia parte di un unico disegno che sei riuscita ad accettare nella sua totalità… lo Ying incontra lo Yang?
Luisa: Si… Mi guida una visione del mondo che tutto unisce… Legati all’origine e orientati alla fine…
5- Qual è la tua Luce?
Luisa: Confidare ancora nell’abbraccio caldo e protettivo della Terra e nell’idea di mistero che viene dalla sfera celeste… nel sogno rivelatore che ci riconduce al mito…
6- La tua dimensione artistica è condivisa dalle persone a te più care?
Luisa: Mi viene da sorridere… Fino al momento dell’esposizione erano davvero poche le persone che sapevano, che erano entrate in contatto con quella parte di me… Negli anni mi sono costruita una modalità d’uso del colore ed una tecnica del tutto personale e funzionale esclusivamente al raccontarmi là dove non erano più sufficienti e pregnanti le parole, per cui, al di là delle due persone che ho reso realmente partecipi, non ho mai fatto opera di diffusione… La dimensione nella quale nascono le tavole… beh quella è una storia più complessa… Ci si sente sempre un po’ soli quando a corto di termini condivisi si fa ricorso alla forza evocativa del colore e non sempre si viene riconosciuti nei contenuti che si vogliono comunicare…
7- Progetti futuri? Sbaglio o si parla di un dvd?
Luisa: Per quanto nella mia professione, sono una pedagogista, sia abituata a programmare, in questo caso non mi viene naturale… Appena recupero nelle mie “peregrinazioni” biografiche qualcosa di motivante su cui lavorare e appena incontrerò altre persone capaci di guardare con gli occhi dell’anima i nuovi ammassi di colore allora si vedrà… Intanto continuo a procedere nel buio…
8- Saluti, baci, abbracci e… un arrivederci?
Luisa: Intanto un ringraziamento per aver dato voce alle mie tavole e per avermi fatto uscire allo scoperto! Ora si tratta di attendere, qualcosa arriverà… Prima o poi…