Di Anna Le Rose
Quante bands tentano di ricalcare le orme delle grandi formazioni che la storia della musica ci ha regalato? Tante. Troppe. Poche con buoni ed originali risultati. Le restanti si realizzano noiosamente con la poca convinzione di chi le ascolta, e forse anche di chi le porta avanti a volte. I Sinezamia sono invece un valido esempio di giovani musicisti che attraverso esperienze e gusti musicali diversi sono arrivati a proporre un EP degno di attenzione. Prendendo spunto da formazioni come Litfiba, Diaframma, Neon e Joy Division i nostri mantovani hanno unito elementi di rock a ritmiche ossessivamente dark dando vita a “Fronde”, primo EP autoprodotto. Certo, le imprecisioni ci sono, ma la materia anche. E a noi non resta che incoraggiarli… Ad maiora semper ragazzi!

1- Domanda quasi di rito: perchè Sinezamia?
Marco Grazzi: Perchè Sinezamia? Bella domanda… Tutto risale mi pare al 2003, quando proposi un nome per l’allora band di Carlo Enrico, Claudio e Simone, “Senza Pregiudizio”, che tradotto in latino diventa “Sine Zamia”. Non venne usato, ma, nel 2004, appena ci ritrovammo per dar vita a questo nuovo progetto il nome non poteva che essere questo!
2- Dal momento in cui la vostra musica ha iniziato a circolare ovviamente siete stati accostati alle storiche bands delle new-wave di casa nostra, anche per il cantato in italiano. Com’è nato il vostro progetto? Ascoltavate tutti lo stesso genere o vi siete contagiati?
M.G.: E’ nato nel maggio del 2004, quando ancora eravamo minorenni. Tutti avevamo necessità di suonare, di proporre qualcosa che fosse diverso dalle altre bands emergenti. Quando mi trovavo con gli altri ragazzi non portavo mai i classici cd come Metallica o Iron Maiden, ma i primi Litfiba, Diaframma, Joy Division… Il classico “dark”! All’inizio non piacevano a nessuno, poi col tempo hanno iniziato ad apprezzare e ne sono rimasti catturati. Ovviamente ancora oggi gli ascolti all’interno della band sono vari, si passa dalla mia dark-wave (amo la scena fiorentina e romana) ai Pink Floyd o Black Sabbath di Marco, il chitarrista. Claudio, il batterista, ama i Nirvana, e il fratello Simone, il bassista, ascolta anche i Nomadi! Carlo Enrico, il tastierista, apprezza Enrico Ruggeri, Franz Ferdinand, Radiohead, poi tutti ascoltiamo Litfiba, Diaframma, Timoria, Joy Division e così via. Abbiamo iniziato eseguendo cover dei primi Litfiba come “Eroe nel vento”, “La preda”, “Guerra”, “Siberia” dei Diaframma e “Transmission” dei Joy Division, e in contemporanea nascevano i nostri primi pezzi, come “Corto Circuito”, “Fotografia”, “Noia”, “Volti”, tutti registrati artigianalmente e contenuti nella demo “Il gelido fuoco delle notte solare”, uscito in sole 25 copie che non ricordo neanche a chi possa averle regalate!
3- Peccato… sarebbe stato bello poterlo ascoltare! Personalmente ho trovato “Fronde”, il vostro primo vero EP autoprodotto, molto piacevole e, al di là di cosette da sistemare, alcune secondo me pecca dell’autoproduzione, avete davvero un potenziale su cui lavorare, date anche le sfumature che rendono la vostra new-wave diversa rispetto ai troppi cloni che oggi ascoltiamo. A tal proposito, come vivete le critiche di chi vi vorrebbe musicalmente meno contaminati?
M.G.: Innanzitutto ti ringrazio del complimento! E’ davvero bello quando qualcuno apprezza il nostro “Fronde” e lo critica in modo costruttivo! Con il senno di poi è ovvio che anch’io cambierei molte cose, ma considerando che lo abbiamo registrato in un solo giorno in una lunga session di 13 ore filate, tutto in diretta e non in una sala d’incisione ma nella nostra sala prove corredata di separè, siamo fieri del risultato!
Hai colto quello che secondo me ci contraddistingue rispetto agli altri gruppi new-wave. Come dici tu abbiamo sfumature diverse, magari più rock per la chitarra di Marco, più dark per il mio timbro vocale. Il sound dei Sinezamia è un mix di tante influenze, sfociate in un suono simil new-wave, darkeggiante ed energico. Chi ci vorrebbe meno contaminati? Beh, le influenze esistono per tutti, e ci sono anche per noi, o meglio, c’erano maggiormente nei primi periodi. Non vedo tutta questa somiglianza con i pezzi dei primi Litfiba ad esempio, sarà una questione di “atmosfera”, ma non un “copia e incolla” che molti ahimè fanno!
4- Hai citato il tuo timbro vocale Marco… Potremmo parlarne per ore, ma tiro dritto e vado al punto. Dono di Madre natura o timbrica volutamente calcata ed oscura? Non risparmi certo energie in giochi vocali dai toni ombrosi…
M.G.: Premetto che sono un autodidatta, non amo le scuole di canto. Preferisco spontanea e naturale, un po’ “naif”. Trovo le voci nate dalle scuole di canto per lo più uguali e e costruite. Il mio è un timbro basso di natura, “oscuro” come dici tu. Ho sempre amato le voci di Nicola Vannini, Miro Sassolini, il Pelù ‘80/’89, Marcello Michelotti dei Neon. Ovvio che poi calandomi nell’interpretazione dei testi viva molto l’aspetto emotivo… se un testo è tino di amarezza ad esempio, il mio modo di cantarlo enfatizzerà quel lato. Voglio far passare un aspetto “cupo” nella nostra musica, nel mio modo di vedere le cose. Credo, almeno in questo, di riuscirci. Ultimamente però, soprattutto nei pezzi nuovi, ho alzato il tono per dar spazio ad un aspetto più violento e d’impatto, ma è tutto naturale, conseguenza del mio attuale periodo.
(Sorrido ascoltando l’inizio simil tango-dark di “Illusioni”…)
5- C’è un brano al quale vi sentite particolarmente legati o che secondo voi vi identifica maggiormente?
M.G.: Ognuno all’interno del gruppo credo che abbia il suo. Personalmente credo che quello che ci rappresenti maggiormente sia “Danza sull’acqua”, che è anche quello pìù amato dai nostri fans. ha avuto anche passaggi in radio, ad esempio su All Gothic, di Catania. Pensa che un nostro caro fan di Napoli l’ha pure suonata ad un’assemblea studentesca presentandola come “Brano di una promettente band new-wave di Mantova”!
6- La partecipazione attiva di chi segue è sicuramente uno dei lati più belli del fare Arte, ma esistono anche delle negatività inevitabilmente. La piccola provincia italiana ad esempio spesso penalizza la crescita di realtà diverse dallo standard commerciale. Voi come vivete la vostra?
M.G.: Ne siamo un esempio lampantr ahimè! Nella nostra provincia siamo abbastanza snobbati. Ci penalizza anche essere l’unico gruppo new-wave e non avere quindi possibilità di condivisione di esperienze e genere. Si da spazio per lo più alle cover band, che secondo me rovinano tante possibilità! Un conto è proporre alcune cover, come noi, un altro è suonare brani triti e ritriti! Oppure lo spazio è concesso solo alle band metal, l’una clone dell’altra, e le realtà diverse vengono isolate. Mantova poi è una città carente si strutture adatte alla musica, aggiungici poi che la gente è ignorante in materie e anche poco aperta e il gioco è fatto. Si preferisce fare l’aperitvo o andare aballare nel locale in o di moda. Comunque stiamo riuscendo a conoscere mantovani che ascoltano new-wave, e non ti dico la reazione che hanno quando scoprono che a Mantova c’è un gruppo che suona quel genere!
7- Le copie di “Fronde” sono state tutte vendute, anche all’estero. La critica, al di là di alcuni appunti, vi ha accolto bene. Tutti aspettiamo il vostro secondo lavoro. Ora cosa state preparando? Prossimi appuntamenti live, pensieri e saluti…
M.G.: Le copie ufficiali sono state cento, tutte numerate a mano e oro-serigrafate, aspetto collezionistico che ha reso felici molti, me compreso. Sono state vendute tutte per corrispondenza, il che ci ha permesso d’instaurare rapporti con tante persone di tutta Otalia, infatti “Fronde” è stato spedito nelle province di Bari, Catania, Cosenza, Cremona, Firenze, Mantova, Napoli, Novara, Rimini, Roma, Sassari, Sondrio, Teramo, Torino, Verona e in Belgio, Irlanda, Polonia e Svezia. Sono state stampate poi altre copie senza tiratura, in bustina con serigrafia bianca, spedite anche in altre province, come Enna ed Otranto.
Il nostro prossimo lavoro è in evoluzione, stiamo stendendo nuovi brani e ne siamo soddisfatti. Vedremo se sarà un EP o un Debut Album. Non so dirti quando uscirà, sicuramente non prima dell’autunno-inverno. Tra i titoli posso anticiparti “Dilanio dell’anima”, “Sacralità”, “Lussuria”, “Venezia”. Al momento siamo concentrati sulla stesura dei pezzi, visto anche che l’estate non è un momento molto fortunato per i live, ma ne stiamo già accordando qualcuno da settembre in avanti, e ci saranno anche delle date molto importanti.
Ti ringrazio enormemente Anna per lo spazio che ci hai concesso, ringrazio la redazione di Ice Age e tutti quelli che sono arrivati a leggere fin qui. Se volete ascoltare la nostra musica, vedere filmati tratti dai live, leggere recensioni e commenti, visitateci su: www.myspace.com/sinezamiamantova o scriveteci all’indirizzo e-mail sinezamia@hotmail.it